Le conseguenze di una scelta sbagliata
Nessuno è immune dagli errori. Le scelte fanno parte della nostra quotidianità e, inevitabilmente, alcune di queste si rivelano sbagliate. Una decisione presa con superficialità, paura o impulsività può avere conseguenze profonde.
Ma si può fare molto per prevenire errori e fare scelte migliori.
Ecco alcuni esempi per spiegarti cosa può accadere se il processo decisionale non è robusto o si decide in condizioni non ottimali.
Le emozioni sono spesso le prime a essere colpite.
Una decisione sbagliata può generare:
- frustrazione (“Avrei potuto fare diversamente…”),
- senso di colpa,
- ansia per il futuro,
- rimpianto,
- stress e pensieri continui.
Ti faccio un esempio da un caso concreto:
Lucia decide di trasferirsi in un’altra città per seguire un partner conosciuto da poco. Dopo pochi mesi la relazione finisce e lei si trova lontana dalla famiglia, con un lavoro che non la soddisfa. Il risultato? Si sente bloccata e arrabbiata con se stessa, e per un periodo fatica a fidarsi delle proprie decisioni.
A volte una scelta sbagliata comporta veri e propri costi reali:
- denaro buttato,
- opportunità perse,
- tempo investito in un percorso che non porta dove sperato.
Ecco un’altra situazione che è capitata:
Antonio cambia università per inseguire un corso che “suona interessante”, ma non si informa abbastanza. Dopo un anno scopre che il nuovo indirizzo non è ciò che cercava. Risultato: semestre da rifare, soldi spesi, motivazione a terra.
Scelte impulsive possono danneggiare anche il rapporto con chi ci circonda
- rovinare amicizie,
- perdita di fiducia nelle persone,
- generare tristezza.
Leggi questo caso:
Chiarastella presta una grossa somma di denaro a un’amica senza stabilire regole o scadenze. La restituzione non arriva, i rapporti si incrinano e Chiarastella si ritrova non solo senza soldi, ma anche senza quell’amicizia.
Scegliere considerando i motivi sbagliati
Ad esempio accettare un impiego solo perché paga bene, o perché sembra l’unica opzione disponibile, può avere un ritorno emotivo e professionale molto negativo.
Ecco come è andata:
Alessio accetta una posizione manageriale solo per lo stipendio. Il lavoro è tossico, le responsabilità eccessive e il team è conflittuale. Dopo sei mesi è esausto, il suo rendimento cala e finisce per lasciare il posto senza avere un piano alternativo.
Nella carriera capita di accettare incarichi che non possiamo gestire, per paura di deludere o di perdere opportunità.
Ecco il problema che ha avuto Sara:
Ha accettato di guidare un progetto enorme nonostante abbia già scadenze serrate. Nel tentativo di fare tutto, perde il controllo della situazione, consegna in ritardo e vede diminuire la fiducia dei colleghi.
Pensare di dover fare tutto da soli può portare a errori evitabili, con impatti sulla reputazione professionale.
Federico un giovane sviluppatore accetta una funzione tecnica fuori dalle sue competenze senza chiedere supporto. Il risultato è un blocco in produzione che costa all’azienda tempo e denaro.
Evitare errori è possibile in molti casi, e si possono risparmiare sofferenze e perdite importanti.
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