Perche si fanno errori decisionali
Ogni giorno prendiamo centinaia di decisioni: cosa mangiare, che strada fare, come rispondere a un collega, dove investire, quale progetto avviare. Alcune decisioni sono piccole e innocue, altre possono cambiare la nostra carriera, la nostra salute o le nostre relazioni.
Eppure, nonostante l’esperienza, l’intelligenza e la buona volontà, continuiamo a sbagliare.
Perché?
Perché il nostro cervello non è progettato per essere perfettamente razionale: è progettato per funzionare velocemente, non sempre accuratamente.
In questo articolo vediamo perché gli errori decisionali sono così comuni, e come riconoscerli per evitarli.
Il cervello vuole risparmiare energia: le scorciatoie mentali
La prima radice degli errori sta nel modo in cui la nostra mente è costruita. In condizioni normali, il cervello consuma circa il 20% dell’energia del corpo. Per non sovraccaricarsi ricorre a euristiche, ovvero scorciatoie cognitive che permettono di prendere decisioni rapide.
Le euristiche sono utili nella maggior parte dei casi, ma diventano pericolose quando:
• il problema è complesso
• i dati sono ambigui
• serve analisi approfondita
• le conseguenze sono significative
È allora che possono entrare in gioco i bias cognitivi, distorsioni sistematiche del pensiero che ci portano fuori strada.
Decidiamo troppo in fretta
Davanti all’incertezza, il cervello vuole una risposta immediata. L’ambiguità ci mette a disagio, quindi:
• completiamo le informazioni mancanti
• interpretiamo i fatti secondo schemi già pronti
• agiamo prima di aver esplorato alternative
Questo porta a:
• giudizi affrettati
• sovrastima delle nostre capacità
• scelte basate su opinioni, non su dati
È un meccanismo evolutivo: nella savana era meglio reagire subito. Oggi, però, può costarci caro.
Emozioni e stress: quando il sistema emotivo prende il controllo
Uno dei maggiori nemici della buona decisione è lo stress, perché attiva la parte più impulsiva del cervello (amigdala) e indebolisce la capacità analitica (corteccia prefrontale).
Succede quando:
• ci sentiamo sotto pressione
• abbiamo poco tempo
• siamo stanchi o sovraccarichi
• abbiamo paura di sbagliare
Le emozioni non sono un male: rendono umani e possono migliorare la scelta.
Il problema è quando guidano la scelta senza che ce ne accorgiamo.
Il bisogno di conferma: vediamo solo ciò che vogliamo vedere
Il confirmation bias è uno dei bias più potenti: tendiamo a cercare, ricordare e interpretare solo le informazioni che confermano ciò che già crediamo.
Conseguenze:
• ignoriamo segnali contrari
• scartiamo dati utili
• restiamo prigionieri delle nostre convinzioni
È un ostacolo enorme nel lavoro, negli investimenti e nelle relazioni.
Influenza sociale: decidiamo “per imitazione”
Le scelte degli altri influenzano profondamente le nostre
Accade per diversi motivi:
• desiderio di approvazione
• pressione sociale implicita
• fiducia eccessiva nell’opinione della maggioranza
• paura di distinguersi
Questo porta a errori collettivi.
L’illusione del controllo
Molte decisioni sbagliate nascono dall’idea – spesso falsa – di poter prevedere o controllare più aspetti di quelli che realmente controlliamo.
Esempi tipici:
• sovrastimare le proprie competenze
• credere di poter prevedere mercati, persone o eventi complessi
• confondere fortuna e abilità
L’illusione del controllo ci fa prendere più rischi di quanti possiamo permetterci.
L’eccesso di informazioni: paralisi o decisioni peggiori
Spesso pensiamo: “Più informazioni ho, meglio decido”. In realtà, oltre una certa soglia:
• aumenta la confusione
• emergono dettagli irrilevanti
• diventa difficile distinguere il segnale dal rumore
• cresce la fatica mentale
Troppi dati portano a due esiti:
• non decidiamo affatto
• decidiamo peggio, perché perdiamo di vista ciò che conta davvero
Stanchezza decisionale: il cervello si esaurisce
Più decisioni prendiamo, più cala la qualità delle decisioni successive.
Si chiama decision fatigue: un fenomeno misurato in diversi studi.
Segnali tipici:
• scelte impulsive
• incapacità di valutare alternative
• delega automatica
• procrastinazione
È il motivo per cui molti leader e professionisti eliminano decisioni inutili dalla loro routine.
Come migliorare le decisioni
Il nostro cervello non è progettato per essere perfetto: è progettato per farci sopravvivere, non per ottimizzare ogni scelta.
L’obiettivo non è eliminare completamente gli errori (impossibile), ma riconoscerli, anticiparli e ridurli.
Migliorare le decisioni significa:
• rallentare quando serve
• distinguere emozione da analisi
• comprendere e superare i propri bias
• creare processi decisionali migliori
• chiedere un aiuto esterno (es. Assistente Decisionale)
• fare domande migliori, non cercare risposte rapide